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Modello psicodinamico/relazionale

 

E' un modello che trae origine dalla psicoanalisi classica ma che integra al suo interno concetti ed aspetti appartenenti a diverse teorie e modelli psicologici, e che pone l'accento sugli aspetti interpersonali e relazionali (relazioni oggettuali) dell'individuo.

DIFFERENZA TRA IL COLLOQUIO PSICODINAMICO E IL COLLOQUIO MEDICO

Propongo di seguito la distinzione tra il colloquio psicodinamico e il colloquio medico. Questa differenza è importante perché molte persone pensano che entrambi, occupandosi di malattia e cura, fanno riferimento ad una prassi comune, sebbene con strumenti diversi.

Utilizzo la distinzione proposta da Glen O. Gabbard nel suo testo Psichiatria psicodinamica, Raffaello Cortina, Milano, 1995.

1. La prima importante differenza tra l'anamnesi medica e il colloquio psicodinamico è l'interrelazione tra diagnosi e trattamento. Un medico che esamina un paziente per un'appendicite affronta il colloquio con un preciso assetto mentale - la diagnosi precede la terapia. Nel colloquio psicodinamico, al contrario, qualunque distinzione tra diagnosi e terapia sarebbe artificiosa. Lo psicoterapeuta a orientamento dinamico affronta il colloquio con la consapevolezza che la maniera stessa nella quale l'anamnesi viene raccolta può essere terapeutica. L'approccio dinamico, che lega intimamente la diagnosi e la terapia, è empatico nel senso che prende in considerazione il punto di vista del paziente.

2. Una seconda distinzione tra il colloquio medico e quello psicodinamico riguarda le sfere dell'attività e della passività. Nel processo diagnostico di tipo medico, i pazienti sono essenzialmente dei partecipanti passivi. Il paziente aderisce alla valutazione del medico rispondendo a una serie di domande. Il medico, comunque, deve assemblare i tasselli del puzzle diagnostico per arrivare alla diagnosi finale. Lo psicoterapeuta a orientamento dinamico cerca di evitare questa suddivisione di ruoli. Al contrario, l'approccio psicodinamico prevede il coinvolgimento attivo del paziente come collaboratore in un processo esplorativo. Il paziente è considerato come una persona che ha un notevole contributo da dare alla comprensione diagnostica finale.

3. Una terza differenza tra l'orientamento medico e quello dinamico nel colloquio clinico ruota intorno alla selezione delle informazioni rilevanti. Per gli psichiatri e gli psicoterapeuti a orientamento dinamico, la vita intrapsichica del paziente è una parte essenziale dell'insieme di dati.

4. Un altro aspetto specifico del colloquio psicodinamico è l'importanza attribuita ai sentimenti del medico durante il processo diagnostico e terapeutico. Il chirurgo o l'internista che notasse sentimenti di rabbia, invidia, avidità, tristezza, odio o ammirazione considererebbe tali sentimenti dei disturbi che interferiscono con la valutazione della malattia. Il medico generalmente sopprime tali sentimenti al fine di mantenere una visione obiettiva e poter procedere con la visita. Per lo psicoterapeuta a orientamento dinamico, tali sentimenti costituiscono delle informazioni diagnostiche essenziali. Essi comunicano al clinico qualcosa delle relazioni che il paziente suscita nelle altre persone.

Psicologo psicoterapeuta - problemi trattati con successo dalla psicoterapia psicoanalitica (modello psicodinamico)

La psicoterapia psicoanalitica nasce come trattamento per alleviare le angoscie, le crisi e i disagi psichici ed emozionali delle persone. E' conosciuta anche come "The talking cure" perché il lavoro psicoterapeutico si sviluppa attraverso l'interazione verbale tra paziente e terapeuta.
Il modello terapeutico è basato sulla comprensione di come i processi razionali e irrazionali-emotivi influenzano la mente umana nel suo complesso, comprese le azioni (comportamenti), i pensieri, le percezioni e le emozioni.

Una vasta gamma di problemi possono essere trattati con successo con la psicoterapia psicoanalitica tra cui:

  1. Incapacità di amare e/o essere amati.
  2. Incapacità di sentire o esprimere le proprie emozioni.
  3. Difficoltà nelle relazioni di coppia.
  4. Ansia irrazionale, paure o fobie (difficoltà nella gestione dell'ansia, attacchi di panico).
  5. Problemi psicosomatici (ipocondria - somatizzazione)
  6. Difficoltà di comunicare e/o relazionarsi con gli altri.
  7. Angoscia, depressione, noia, irrequietezza.
  8. Problemi legati allo stress.
  9. Sensazione di essere sopraffatti dall'ansia o dallo stress.
  10. Comportamenti dipendenti (abuso di sostanze, gioco d'azzardo, ecc.), ossessioni e compulsioni.
  11. Difficoltà a fare amicizia, a gestire i rapporti di lavoro o scolastici.
  12. Sentire la vita fuori controllo.
  13. Pervasivo sentimento di vuoto.
  14. Problemi di autorealizzazione sociale, familiare e lavorativa - e molte altre difficoltà.